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Scritto da Stefano Costa
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Giovedì 04 Febbraio 2010 08:26 |
"Il senso civico è un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive." Inoltre, è uno dei propulsori del benessere individuale e dove è sviluppato "i cittadini sono mediamente più soddisfatti della propria esistenza".
Questa frasi, come altre che uso in questo breve articolo, sono citate da uno scritto reperibile in rete all'indirizzo che riporto per esteso sotto per comodità e che consiglio a tutti di leggere per fare mente locale su alcuni concetti dei quali si sta perdendo di vista l'importanza.
Il senso civico di ciascuno di noi si costruisce nel tempo a partire dalla nascita. È responsabilità della famiglia, prima di tutto, alimentarlo giorno per giorno. "Un contesto familiare caratterizzato da fiducia e disponibilità a collaborare con gli altri" è la ricetta semplice e fondamentale per crescere individui che abbiamo dentro di se questo importante pilastro di vita.
D'altra parte, il senso civico è uno dei propulsori del benessere individuale. Dove questo è sviluppato "i cittadini sono mediamente più soddisfatti della propria esistenza". Questa conseguenza non meramente pratica, è sorprendente rispetto al valore che si attribuisce normalmente a concetti quali il rispetto, l'onestà, l'adesione a regole condivise, la collaborazione. Significa che alla base di un'esistenza felice c'è, anche, la consapevolezza di vivere immersi in un contesto caratterizzato da senso civico diffuso. Sapere che ci crediamo noi ma ci credono anche gli altri, in misura diversa ma radicata. Non è cosa da poco: consente una serenità nelle relazioni sociali. Significa accettare in modo naturale le regole della democrazia, ad esempio, continuando a pensarle come un traguardo della nostra società e non come un limite alla libertà individuale. Rappresentanza e delega consapevole, fiducia e controllo.
Al contrario: la sfiducia, la carenza di relazioni efficaci fra soggetti solidali (genitori di una scuola, amici di un quartiere, parenti, persone coinvolte in attività volontaria), la scarsa considerazione dell'importanza di condividere senza prevaricazioni un bene riconosciuto come pubblico (risorsa o conoscenza) creano malessere, ostilità, violenza a tutti i livelli. Senza contare che la collaborazione crea potenzialmente opportunità a prescindere dalle storie pregresse individuali, mentre l'approfittare di proprie prerogative premia fattori di prevalenza del tutto soggettivi e difficilmente equi.
Questa lunga premessa dove vuole arrivare? Questo nostro senso civico, quello che ne rimane, curato e sviluppato giorno per giorno, salvaguardato dai momenti di facile pessimismo e qualunquismo, ci aiuta anche a scegliere e premiare l'onestà sempre e comunque, e ci consente di pretendere serenamente la massima trasparenza. Di fronte ad ogni pubblica amministrazione e quando ci viene proposta una figura di riferimento (un uomo politico, un'idea, una soluzione ad un problema diffuso) è nostro compito informarci, e poi scegliere in base esattamente al nostro intimo senso civico.
Quindi, competenza, onestà ed equilibrio sono valori irrinunciabili. Ma nello stesso tempo, evitare di fare una scelta precisa, rinunciare ad informarsi, affidarsi al meno peggio, è una grave responsabilità dell'individuo che abdica al proprio "senso di sconfitta". Di solito, illudendosi di ricavarne comunque un vantaggio individuale.
Citazioni liberamente tratte da: "www.orientamento.it/orientamento/6r.htm"
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Commenti
La sua storia ... da dove viene, cosa ha fatto, cosa voleva fare, come si è schierato, ecc.
Una proprietà pure questa irrinunciabile.
Il rischio di ancorarsi a dati del presente (competenza, onestà, equilibrio) può mettere a rischio la scelta.
Come pure su questa questione del senso civico può esserci il rischio di ancorarsi al presente. E' bello, è professionale, è preparato, parla bene, è educato, non butta le carte per terra, non dice parolacce è ... onesto! Un esempio per tutti!
Mi viene alla mente un aneddoto.
Ad un concorso pubblico anni or sono la commissione d'esame chiese al candidato
"Quale è il primo dovere di un dirigente?"
Il candidato non sapeva cosa rispondere.
La risposta della commissione era
"Essere d'esempio".
E se così dovrebbe essere un dirigente figuriamoci un Sindaco.
...
PS Ovviamente il mio primo post era ironico e colgo l'occasione per ringraziarlo per i suoi interventi sul blog.
Sono una rarità!
Votiamolo!