Un successo strepitoso di pubblico il primo confronto tra i candidati a sindaco organizzato dal blog di Castelfranco Veneto Uncastellanomidisse.it lunedì sera 15 marzo al Centro Don Ernesto Bordignon. La pur capiente sala in via Bassano non è riuscita a contenere la folla.
Tant'è che i gestori della spazio sono stati costretti ad aprire le porte di sicurezza per far ascoltare gli interventi dei candidati anche alle persone rimaste fuori. Si calcolano intorno alle 500 presenze.
I candidati c'erano proprio tutti:
Simone Marconato 26 anni. Comincia la sua esperienza in politica fin dalle superiori all'Istituto alberghiero fondando l'Unione degli studenti e poi all'università partecipando al sindacato degli studenti. Laureato in scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione. Lavora come cuoco presso l'ospedale di Camposanpiero. È inoltre presidente della consulta giovani di Castelfranco. Candidato sindaco della "Federazione della sinistra".
Donata Sartor Nata a Castelfranco, sposata e madre di 4 figli. Insegnante di matematica in diversi istituti superiori di Castelfranco. Candidata sindaco della lista civica "Donata Sartor", sostenuta da "Pd", "Idv" e "Sinistra ecologia e libertà".
Diana Villanova Diplomata in ragioneria al Riccati di Treviso. Madre di 3 figli e nonna di 2 nipoti. Imprenditrice nel settore dell'abbigliamento tessile. Da 15 anni inserita nell'associazione Palio di Castelfranco. Da due anni nell'associazione della casa di riposo. Candidata sindaco della lista civica "Progetto Castelfranco".
Giovanni D'Aprile Pugliese, vive a Castelfranco da più di 15 anni. Metalmeccanico. Candidato sindaco della lista "L'altra Italia", lista che nasce nel novembre del 2009 per portare una contributo alla città. Costretti a correre da soli perché considerati "troppo meridionali".
Lorenzo Milani 41 anni, sposato, con 2 figli. Assessore al Bilancio, Tributi e Patrimonio dell'attuale amministrazione uscente. Candidato sindaco della lista civica "Vivere Castelfranco" con l'appoggio di "Pdl" e "Udc".
Luciano Dussin Nasce 55 anni fa a Castelfranco. Ex istruttore di scuola guida. Dal 1993 consigliere comunale e dal 1996 deputato della Repubblica, attualmente al terzo mandato. Candidato sindaco della "Lega Nord" e della lista civica "La casa del cittadino".
A moderare l'incontro il giornalista Giorgio Sbrissa, profondo conoscitore della realtà castellana. Di seguito proponiamo in velocità un video che riprende i passaggi più significativi degli appelli finali.
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La redazione di Uncastellanomidisse.it ringrazia:
- i candidati sindaco Simone Marconato, Donata Sartor, Diana Villanova, Giovanni D'Aprile, Lorenzo Milani, Luciano Dussin; - il giornalista del Mattino di Padova Giorgio Sbrissa; - Tecnocopie Snc per avere coperto le spese per il materiale pubblicitario; - Antonino Lupo per avere predisposto a puntino la comoda sala del Centro Don Ernesto Bordignon; - l'associazione Circolo Buenaventura per aver fornito parte della strumentazione tecnica; - l'associazione Culturale ANAGOOR per aver concesso l'utilizzo di un estratto dal loro video In futuram memoriam; - tutti coloro i quali hanno collaborato per la buona riuscita dell'evento;
e, soprattutto, un sincero ringraziamento a tutto il pubblico presente.
Attenzione! Ora è disponibile il video integrale della serata.
PER TUTTI I CANDIDATI SINDACO DEL COMUNE DI CASTELFRANCO VENETO, E PER I LORO COLLABORATORI:
RIFLESSIONI SULLA MOSTRA DI GIORGIONE IN CAMPAGNA ELETTORALE
La mostra su Giorgione, già prima della sua conclusione, si è rivelata un vero successo. Bella mostra; qualche pecca (d'altra parte basta far qualcosa perché ci siano le inevitabili critiche! anche se l'allestimento...), ma Giorgione non ha tradito per niente e il numero dei visitatori ha superato ogni aspettativa. La qualità di una mostra non si giudica certo dall'affluenza (e la mostra è, comunque, una mostra di qualità e non solo per le nuove conclusioni e i nuovi contributi portati, bensì perché, e soprattutto, le opere esposte sollevano nuovi quesiti sull'operato di Giorgione su cui lavorare in futuro), tuttavia, l'elevato numero di visitatori, le lunghe file, le attese snervanti nonostante l'apertura serale nei fine settimana, le lamentele e il rischio di liti all'ingresso o davanti alle stesse opere se qualcuno si sofferma più di quanto dovuto, ecc., ecc., possono essere lette come esperienze fondamentali per la città e per il suo territorio, quindi divenire esperienze positive. Spero che questo successo possa aprire gli occhi a tanti e, in modo particolare, ai politici poiché, a quanto pare, l'arte paga. Paga prima di tutto in cultura, è ovvio, ma, se ben organizzata, può dare anche un utile economico o, almeno, può essere fatta a costo zero, trasportando l'utile economico in tutto l'indotto che smuove: far venire più di 100.000 mila persone in pochi mesi in città, vuol dire rivitalizzare il centro storico, dar linfa vitale alle attività commerciali e, perché no, probabilmente anche produttive; per molti un respiro talvolta essenziale in un momento di crisi come questo. Castelfranco, poi, si è riappropriata del suo più illustre cittadino e l’ha riscoperto: se un sondaggio fatto qualche anno fa su chi era Giorgione, ha avuto le più svariate risposte delle quali poche, sembra, indicanti l'artista, oggi tutti, spero, risponderebbero nel modo giusto! L’arte, quindi, paga. Ma vediamo un po’ che cos’altro ci può dare quest’esperienza, proprio al seguito del suo successo e della grande affluenza. Primo riscontro inconfutabile: Castelfranco non ha spazi espositivi adeguati a un grande evento. La Casa di Giorgione ha mostrato tutti i suoi limiti; il fuaiè del Teatro Accademico non può essere certo considerato uno spazio espositivo, se non come ripiego; altri spazi adeguati, al momento, non ve ne sono (si badi, per inciso, che Castelfranco non ha neppure un museo cittadino – se pur oggi c’è sulla carta e su Internet, e se pur a ogni campagna elettorale si parla di riaprirlo – né una sede espositiva per l'arte contemporanea). Questo vuol dire che, ripetere un’operazione come quella su Giorgione, a costo zero, è impossibile e tutta quella ventata di linfa vitale d’indotto che ha portato è stata solo una parentesi, un unicum. Se tutto rimane com’è, vuol dire che l’esperienza positiva di questa mostra è nata morta, è stata partorita, si direbbe, «a cavallo di una tomba»! Secondo riscontro, anch’esso, a quanto pare, inconfutabile: la mancanza di una coordinazione sinergica tra eventi espositivi in un territorio ben più vasto che quello cittadino (ma la stessa mostra di Giorgione avrebbe potuto coinvolgere di più altri luoghi della città, e penso a Casa Costanzo, ad esempio, o del territorio, come il Barco della Regina Cornaro ad Ativole). Con la dovuta coordinazione temporale, la mostra di Giorgione a Castelfranco, quella di Cima a Conegliano (artisti certamente non indifferenti l’uno all’altro e mostre che, a livello storico e artistico, si sarebbero certamente integrate a vicenda) e quella di Jacopo da Ponte a Bassano nell’ambito di una lunga celebrazione triennale, avrebbero potuto creare un itinerario cultural-espositivo capace di ampliare alquanto l’affluenza di visitatori, ancora una volta con tutto l’indotto economico che ne sarebbe derivato per un territorio non solo cittadino e non solo provinciale: vale a dire, anche politicamente, che non è solo una questione di Comune o Provincia ma pure di Regione. SI PRUDENS ESSE CUPIS IN FUTURA PROSPECTUM INTENDE (Se vuoi essere saggio volgi lo sguardo al futuro) ci insegna il motto del penultimo cartiglio del fregio giorgionesco di Casa Marta-Pellizzari, alias Casa di Giorgione. Tornando, solo in apparenza, in un ambito più strettamente castellano, credo sarebbe davvero saggio per i politici, per una città e per il suo territorio, seguire questo consiglio filosofico. Ma cosa potrebbe voler dire, allora, in futura prospectum intende, volgi lo sguardo al futuro? Se n’è parlato mille volte, e non è certo una novità, tuttavia dopo l’esperienza di Giorgione, verrebbe da gridarlo forte: villa Revedin-Bolasco, villa Revedin-Bolasco, luogo dalle potenzialità enormi. Al di là del recupero di uno straordinario edificio storico, villa Revedin-Bolasco potrebbe ospitare tutto e, in questo tutto, per incanto, ecco straordinari spazi espositivi per il museo cittadino, per mostre di ampio respiro, ambienti dedicati all’arte contemporanea (magari aprendosi anche a quel meraviglioso parco sul quale la villa si completa), ambienti destinati a centro convegni, ad auditorium, a biblioteche e bookshop, ecc. ecc. ecc. Il recupero è sicuramente costoso, molto costoso. E' costoso il restauro (rispettoso, mi raccomando); è costoso il predisporne gli spazi a sede espositiva e a altri scopi; è costoso gestire tutto questo e certamente è pure molto, molto complesso. Ma, mi chiedo, se si trovassero le sinergie tra pubblico (Comune, Provincia, Regione), Università e privato, sarebbe davvero così impossibile? E non è poi che, magari, come per la mostra di Giorgione, si può fare utile o, per lo meno, tutto potrebbe essere a costo zero o quasi?! In altre parti, in fondo, qualcuno c’è riuscito: penso, ad esempio, al MART di Rovereto, sebbene credo che villa Revedin-Bolasco potrebbe avere potenzialità ancora maggiori; maggiori per la natura del sito, il prestigio e la presenza del parco, nonché per la centralità di Castelfranco, ragione storica della sua stessa nascita. E se qualcuno, nel paragone col MART, parla del Trentino come Regione Autonoma rispetto al Veneto, allora vuol dire che è proprio, ancora una volta, anche questione politica. Di sicuro nella nostra provincia, ma probabilmente in un territorio ben più vasto, io non ho presente una struttura paragonabile a villa Revedin-Bolasco per tale scopo. Altro che le mostre di Casa dei Carraresi a Treviso, di Palazzo Zabarella a Padova, di Palazzo Bonaguro a Bassano o, pure, di Palazzo Grassi a Venezia! E che indotto enorme ne potrebbe nascere, che fiorire di cultura, che respiro di linfa per tante attività commerciali e di altro genere, che possibilità di salvaguardia di posti di lavoro e che possibilità di incremento occupazionale! E allora, miei cari politici, perché non guardare all'arte come investimento?
Mi piace quando in mancanza di argomeni con cui controbattere si passa allo sminuire l'altro. Me l'aspettavo questa frecciatina, per questo sono felice di risponderle che nel trattare questa disciplina a lei sconosciuta che è "analisi delle politiche pubbliche" abbiamo collaborato con l'amministrazione Zanonato e verificato in modo pratico quello che avevamo studiato prima in via teorica. A partire dal programma elettorale per poi passare ai differenti livelli di programmazione in diversi ambiti (politiche sociali, ambiente, pacchetto sicurezza). Quello che lei chiede ai candidati non è pertinente ai programmi elettorali che fanno riferimento a un livello di programmazione definito "di mandato", ma ai successivi livelli di programmazione. Altrimenti i programmi diventerebbero infiniti e illeggibili per qualsiasi cittadino che giustamente volesse leggerli! Servono soprattutto per enunciare principi e priorità CARATTERIZZANTI dell'amministrazione, appunto a fini elettorali: questo non significa assolutamente che siano demagogici e piantati per aria! Lei mi accusa di avere la teoria e di mancare di esperienza pratica? mi sembra che a lei invece manchino entrambe! Determinati interventi, ad esempio, possono essere perfettamente coperti da fondi ma essere inefficaci perchè sballati sotto altri criteri: magari per definire delle policies bastasse saper usare la calcolatrice come lei sostiene! Ci vogliono competenze ben più raffinate! Passiamo alla vendita di ortaggi che le sta tanto antipatica: se vuole attaccare principi come la vendita diretta e la filiera corta se ne prenda le responsabilità! Noi della federazione li sosteniamo e li riteniamo praticabili, anche rifacendoci all'esperienza positiva di altri comuni. E comunque abbiamo proposto una riqualifica di piazza Giorgione senza macchine, cosa che nessuno degli altri ha fatto. I commercianti sono d'accordo mi chiede? Non so, gli operai della fram erano d'accordo quando è stata reso edificabile il terreno? I pendolari di castelfranco erano d'accordo quando hanno chiuso il passaggio per costruire altri appartamenti costringendo tutti a camminare in mezzo alla strada col rischio di venire investiti? a me nessuno ha mai chiesto niente, non capisco perchè i commercianti della piazza debbano avere questa prerogativa (anche se fare consultazioni dirette per ogni cosa sarebbe meraviglioso e ci farebbe ritornare alla gloriosa polis greca, questo si dovrebbe fare sempre e coinvolgendo ovviamente tutta la cittadinanza, non solo quando sono in gioco gli interessi delle lobby dei commercianti). Spero comunque non dispiaccerebbe loro se ogni giorno arrivasse molta gente in piazza che entrerebbe anche nei negozi, come succede in piazza della frutta a Padova. Dove far deviare le macchine? Io non passo mai per piazza Giorgione perchè uso le strade fuori delle mura per arrivare in qualsiasi posto e quando c'è mercato neppure me ne accorgo, per cui mi chiedo se lei sa com'è organizzata Castelfranco o se critica per il gusto di criticare. Comunque con la Villanova che parla di cambiare i programmi delle primarie (e chi è, il ministro dell'istruzione?) e D'Aprile che vuole far costruire un Buena nuovo di pacca a dei volontari (???) non capisco perchè scagliarsi in questo modo contro la possibilita di valorizzare la filiera corta a Castelfranco. Inoltre se riportandomi questa frasetta qui sopra lei sottende che io non lavoro perchè studio, mi dispiace contraddirla, ma ho smesso di chiedere la paghetta ai genitori quando avevo 16 anni! Io le ho risposto, ma le sue domande del secondo intervento mi sembravano il delirio di chi si aspettava di prendere qualcuno in contropiede e non c'è riuscito. Dispiace anche a me: per un attimo ho pensato di essere stata criticata da una persona veramente competente. Le consiglio vivamente però di non sminuire la collaborazione tra università e amministrazioni e il valore della teoria alla base della pratica, nonchè delle "best practices" come punti di riferimento: spesso è per questo che molte politiche non funzionano mentre molte che potrebbero funzionare non vengono prese neppure in considerazione.
Scusi non capisco molto di barche sa: come dice il nostro manifesto, siamo "gente che lavora", non che va in barca...
continua a specializzarti, ne hai bisogno. poi usa la tua specializzazione nel lavoro e spalma la tua teoria sulla pratica. capirai da sola quanto la realtà sia dinamica e mutevole rispetto ai "teoremi". nessun sindaco infatti ha scritto il programma con cognizione piena di causa. questo non significa continuare a imitarli anche in questi commenti. non si tratta di pigliare pesci, ne di vendere ortaggi davanti al Giorgione, ma di MISURARE le parole e DIMOSTRARE le proprie convinzioni A PRIORI, prima di esternarle. Tutto qui. In bocca al lupo per gli esami.
Scusi non capisco molto di barche sa: come dice il nostro manifesto, siamo "gente che lavora", non che va in barca. Cioè, lei mi sta dicendo che tutti i candidati sindaci hanno valutato nel modo che lei dice ogni intervento del loro programma? Si va dalla demagogia all'utopismo senza passare dal via. Comunque, le comunico che esiste un concetto chiamato "best practice", ovvero: prendi esperienze positive di altri comuni e trasferiscile, chiaramente valutandone l'opportunità, ma richiamarsi alle "best practices" non è esattamente"viaggiare sulla luna", si fa normalmente nella fase di progettazione delle politiche pubbliche. Oltretutto ho parlato di Montebelluna, a 20km da qui, non del Connecticun. Per quanto riguarda il mercato ortofrutticolo, ve ne sono vari esempi in molti comuni italiani e i vantaggi della vendita diretta per gli agricoltori sono più che comprovati. Smetto anch'io, spero, anche perchè a questo punto mi sembra che quello che non sa più che pesci pigliare sia lei.
Oltretutto, io non le ho mai dato il permesso di darmi del tu e la invito a non farlo perchè la trovo una mancanza di rispetto.
Dare del tu significa anche snellire le conversazioni, tra colleghi si usa e non è certo non una mancanza di rispetto...e visto che in quanto elettori siamo di fatto colleghi...vedi tu se vuoi prendertela a cuore o meno!e comunque non è questa la sede per inserire discussioni a riguardo. Ti invito a rivedere oltre alla tua frasetta su 3% del PIL o PIL+3%PIL (evitiamone la discussione perchè la ritengo a questo punto inutile) anche la formula della POLITICA REDISTRIBUTIVA / REGOLATIVA. Un vento di sana educazione civica aiuta, certo, ma il più delle volte le barche vanno a motore. e se andiamo a guardar bene ANCHE QUELLE A VELA MONTANO SEMPRE UN MOTORE !!! Ho un'altra proposta, che tra l'altro va di moda: facciamo le case di legno? costano meno, più incentivi,demoliamo gli appartamenti sfitti e lanciamo la bio-edilizia! come diresti tu, chiara, IN AUSTRIA FUNZIONA le case di legno sono ormai una regola. perchè allora non le facciamo qui? peccato che qui siamo a castelfranco, che il 90% della popolazione preferisca appendere il quadro al muro in mattoni, avere un interrato e che a molti il legno non piaccia. meglio dunque, prima di svendere falsità ai comizi, informarsi, valutare e analizzare le proposte e le conseguenze socio-economiche delle stesse. in alternativa è preferibile tacere. Pertanto scendiamo dalle stelle e simuliamo gli effetti delle nostre lungimiranti idee bio-progressiste sulla realtà di Castefranco. Montebelluna non è Castelfranco quindi la validità della tua proposta è tutta da dimostrare. un mercato in piazza può essere una buona idea, ma, ti chiedo, me lo puoi dimostrare con analisi di mercato, dati e numeri prima di proporlo, per favore? hai prima chiesto ai coltivatori se bramano così tanto di andar in piazza a vendere i prodotti? quanti di loro sono attrezzati per farlo? quanti lo vogliono fare? e giusto per dirne una, hai una percentuale di si, di no e di forse per gli abitanti del centro storico a riguardo? in quali giorni vorresti proporlo, al martedì, di sabato o domenica? hai un piano viabile per deviare il traffico in quei giorni? in termini monetari a castelfranco conviene farlo o no? i negozi sotto i portici sono favorevoli? hai un'idea di quanti vigili ti servono per un mercato? quanto costano? quanto costa pulire la piazza?... "ENNE" domande che mi pongo e che si dovrebbero porre tutti quelli che propongono i viaggi sulla Luna... mah, rimane la mia perplessità sulla preparazione economica, tecnica ed organizzativa di chi si avvicina alla politica come ad un lavoro di routine o ad una tesi di laurea. mi auguro che ci sia ancora qualcuno, tra i castellani, che prima di parlare sappia far 2 conti ed ascoltare le esigenze del paese. mi fermo qui. buona campagna elettorale a tutti.
Non deve esserci un divario tra pil e deficit superiore al 3%. Ho riletto varie volte la mia frase e non riesco a trovare l'errore, più che altro se avessi sbagliato i parametri di maastricht, sarei stata ripresa a più di un esame dove mi sono stati chiesti (mi sto specializzando in Politiche dell'UE). Può essere che cercando di semplificare, anche per non fare qui una conferenza sul patto di stabilità, io abbia girato male le parole e sia sfuggito il senso, ma anche rileggendo non mi sembra di aver detto una cosa diversa dalla sua. "Il PSC agli enti nasce dall’esigenza del Governo di controllare il livello di indebitamento netto degli ENTI territoriali al fine di far convergere l’economia NAZIONALE verso i parametri di Maastricht", appunto, è esattamente quello che io critico e le chiedo: perchè per far rientrare l'Italia nei parametri bisogna strozzare gli enti locali scaricando il patto su di loro? Ah aspetti, vero, non tutti: Catania continuiamo a finanziarla!!! yuhuuu!! La viabilità si può sensibilmente cambiare sensibilizzando la cittadinanza a stili di vita alternativi: la Puppato a Montebelluna ha fatto politiche a costo zero a proposito, si informi meglio! Certo che non si può sostituire il cervello delle persone, ma un impegno delle amministrazioni sul piano della sensibilizzazione puà costare veramente molto poco e cambiare molto. Anche un ztl non è costoso: POLITICA REGOLATIVA. Dare alla fervet il PERMESSO di costruire un binario in più non è costoso (POLITICA REGOLATIVA) non speculare sui terreni delle fabbriche rendendole edificabili non costa nulla e non costa nulla requisire gli appartamenti sfitti da più di 10 anni (POLITICA REDISTRIBUTIVA). Mettere un mercato ortofrutticolo in piazza giorgione ha dei costi limitati di gestione e permetterebbe ai coltivatori di vendere direttamente i loro prodotti cercando di sfuggire alle pessime politiche agricole, in molti paesi si fa, anche qui la invito a informarsi meglio. Vede? le ho fatto più di un esempio di politiche a costo zero!!!! I sindaci devono essere SEMPRE all'altezza???? io spero che scherzi, sinceramente! Non dimentico mai che ho davanti delle persone prima che dei politici e dei candidati, e che nessuno ha sempre la miglior risposta sulla lingua, nessuno! Invece parliamo di Milani che non ha risposto alla mia domanda: NON mi ha detto che alla stazione si costruiranno anche appartamenti! Di cosa aveva paura?? Di dire che Vivere Castelfanco ha dato il via a un'altra serie di costruzioni edilizie??? Come se a Castelfranco non ce ne fossero abbastanza!! Servono persone competenti, si! e non BUGIARDE E CHE NASCONDONO LE COSE QUANDO GLI SI FA UNA DOMANDA!!! I verdi in fondo dicevano "e dopo? e dopo?" e intendevano "e dopo oltre alla stazione degli autobus?". Nessuna risposta. Io mi sono sentita sinceramente presa per il cXXXlo e questo da un candidato sindaco non me l'aspettavo. Oltretutto, io non le ho mai dato il permesso di darmi del tu e la invito a non farlo perchè la trovo una mancanza di rispetto.
Moltissime proposte della federazione della sinistra sono A COSTO ZERO!...Marconato lunedì sera, forse per stanchezza alla fine del dibattito, è stato per un attimo confuso dalla domanda "strana" e non ha avuto forse la risposta pronta...Poi lo sappiamo benissimo che soldi per i comuni non ce ne sono... Ma lo sapete cos'è il patto di stabilità e crescita? ... il quale gli STATI membri non devono avere un deficit che superi il pil del 3%.... Si potrebbero pagare molte meno tasse (visto che è il loro slogan) solo monitorando seriamente dove vanno a finire le risorse!!
andiamo con ordine:
1. Portami un esempio di come abbattere le molteplici barriere architettoniche di Castelfranco a COSTO ZERO; o di come migliorare la viabilità nel centro e in tangenziale, o di come rinnovare scuole ed impianti sportivi (PUNTI DI PARTENZA X L'EDUCAZIONE DEI CITTADINI) fatiscenti tanto da essere addirittura inutili oltre che pericolosi (avrei molti altri esempi a questo proposito...). Basta demagogia, per favore.
2.Stanchi o no, dobbiamo essere sempre all'altezza del ruolo che desideriamo rivestire: il punto è che a Roma come a Castelfranco occorrono persone qualificate e tecnici capaci di valutare priorità, costi e benefici super-partes per il bene del paese.
3.I soldi sono pochi ma ci sono: bisogna "calcolare" come spenderli per poterne avere di più. Prima però bisogna "saper calcolare". La calcolatrice serve a poco se non sai fare i conti a mano.
4. E' un metodo: per controllare se la mia flotta funziona devo controllare le singole barche. Il PSC agli enti nasce dall’esigenza del Governo di controllare il livello di indebitamento netto degli ENTI territoriali al fine di far convergere l’economia NAZIONALE verso i parametri di Maastricht. Ed... è rispettato se il deficit pubblico non supera il 3% del PIL... e... non come hai detto tu "che superi il pil del 3%"... attenzione ai numeri...sarebbe tantino...questo è un metodo, proponi dunque il tuo (occhio alle formulette, però).
5.Vedi, nel mio piccolo, noto anche qui che il problema dell'Italia e di molti altri paesi è che al governo, nelle amministrazioni locali, nei C.d.A. anche più piccoli, la MATEMATICA, i NUMERI e le FORMULE diventano un'OPINIONE. Ma pesiamo le parole prima di "buttarle" fuori o tiriamo a caso?
Finchè scherziamo nei blog mi va anche bene, ma nel momento in cui ci si mette a governare, giovani o vecchi, DESTROIDI O SINISTROIDI, pensando di giocare a MONOPOLI allora no.
La COMPETENZA costituisce il primo mattone per una buona amministrazione. E spesso, chi è competente non ha bisogno di ostentarlo.
Vorrei chiedere a tutti e 6 i nostri canidati sindaci: "Ma Lei, si sente competente per quello che va a fare?". Spererei che la risposta fosse un NO all'unisono. E allora la seconda domanda sarebbe: "Mi riesce a fare, per favore,una lista in ordine di importanza degli argomenti in cui si sente competente senza l'aiuto dei Suoi?" Lì forse, si capirebbe qualcosa e tanti voti non andrebbero sprecati.
Grazie ai meravigliosi ragazzi del blog per l’impegno e per l’opportunità offerta alla nostra comunità. Condivido l’opinione di molti interventi che mi hanno preceduta. Il livello dei candidati non è sempre all’altezza del ruolo che dovranno ricoprire. Sono state proposte idee sorpassate e prive di coraggio. Ho sentito tanti buoni propositi. Quasi tutti i candidati mi sono sembrati fiacchi sul tema ambientale. Soldi ce ne sono pochi, ma hanno parlato di potenziamento delle vie di comunicazione, cioè costruire strade; “donare” terreni alle nuove realtà edilizie popolari e realtà produttive. Togliere terra, asfaltare e correre! Ho letto con attenzione i programmi elettorali delle varie liste e capisco che questa politica non mi appassiona: non percepisco l’interesse per l’ambiente, né come paziente da curare e neppure come risorsa.
La serata è stata una bella occasione di partecipazione quindi un grazie sentito agli organizzatori, alla loro generosità. Voglio inoltre esprimere il mio punto di vista rispetto ad un dibattito che ho trovato misurato più che spento. Ci sono questioni difficili da affrontare e bisogna fare il possibile per discuterne davvero, trovando nuove modalità. Giriamo pagina. Considero che determinazione e coraggio debbano essere i nuovi primati dell'azione politica, assieme alla capacità di ascolto, al desiderio di approfondire, precisare, discutere, correggere e imparare. L'ambizione è pericolosa se non è accompagnata dalla giusta modestia dell'azione concreta. Ci vuole la capacità di proporre un discorso in evoluzione (e non fissamente identitario), che sappia rendere più giusta la società, più paritaria, più rispettosa dei diritti e delle sensibilità di tutti. La politica deve aprire uno spazio di senso, proporsi anche come momento di ricerca. Come ricerca di soluzioni più precise e più condivise rispetto a quei problemi: lavoro, ambiente, immigrazione, per citare i più urgenti, di cui nessuno può vantare la ricetta risolutiva. E chi lo fa rischia di barare. E la famiglia, come nucleo e organizzazione originaria, che sta attraversando difficoltà complesse: economiche, educative, relazionali; deve trovare spazio di confronto, parole di comprensione e di sostegno nel difficile compito di custodia e cura delle future generazioni. Inoltre credo che non si possa continuare a banalizzare il problema dei giovani, è vitale affrire loro una prospettiva di futuro, senz'altro accompagnata dalla necessità del loro impegno. Non sono loro i responsabili della confusa distrazione in cui si trovano, ma potrebbero diventarlo se non mettono del proprio per impedire il mortificante condizionamento di una cultura che mi sembra di poter definire del "disamore". Ho letto attentamente il programma presentato da Donata Sartor e ho trovato un pensiero che ha messo in evidenza i punti critici qui accennati. Condivido la proposta di partecipazione che stimoli il concorso del maggior numero possibile di cittadini, come condivido la speranza di regalare opportunità sopratutto a chi ne ha avute meno. La proposta è credibile se è credibile chi la fa. Per questo sostengo Donata Sartor, una persona che si è messa in gioco senza considerare il conveniente e che ha assunto questo compito non soltanto per il dovere di esserci, ma per fare, anche imparando. Non ha esperienza diretta nella politica, ma questo per me non rappresenta un ostacolo, le cose si imparano. Quello che conta veramente in questo momento, e Donata lo mostra con "dolcezza" come ho letto in un commento, è la consapevolezza che i valori politici bisogna "viverli" e solo così si imparano. E occorre viverli anche emotivamente, per superare il presente fatto di un linguaggio politico volgare, banale, distruttivo. E' la vita e non la chiacchera che dà valore alle parole. Brava Donata!
il commento che scrive sapientone potrei averlo scritto io parola per parola (tranne che non ero così informata sulla questione appartamenti sfitti, cassazione). Moltissime proposte della federazione della sinistra sono A COSTO ZERO! Sono politiche REGOLATIVE, non distributive, casomai qualcuna (appartamenti sfitti) sarebbe redistributiva e quindi non andrebbe a intaccare le risorse comunali. Marconato lunedì sera, forse per stanchezza alla fine del dibattito, è stato per un attimo confuso dalla domanda "strana" e non ha avuto forse la risposta pronta. Non abbiamo considerato moltissimo il patto di stabilità nella formulazione del programma proprio perchè pensiamo che le regole siano più importanti che distribuire e spendere soldi e che possano fare molto di più. Poi lo sappiamo benissimo che soldi per i comuni non ce ne sono. Ma lo sapete cos'è il patto di stabilità e crescita? un accordo stabilito a livello europeo secondo il quale gli STATI membri non devono avere un deficit che superi il pil del 3%. ripeto: GLI STATI! perchè l'Italia lo fa rispettare agli enti locali?? a riguardo suggerisco una lettura del politologo Ilvo Diamanti sul ritorno al centralismo in Italia, altro che federalismo!!! Nel momento in cui si tolgono le risorse proprie agli enti locali aumentando i trasferimenti diretti diminuisce la loro autonomia e aumenta la loro dipendenza da Roma (l'imposta ici è esemplare). Dopo un periodo di slancio ora si sta tornando indietro: sindaci che godono di legittimazione democratica ma senza risorse proprie. Non serve a niente così!! Riguardo inoltre ai comuni del sud dove sono partiti molti fischi: guardate che non è razzismo, lungi da noi!! Basta confrontare i dati di spesa delle amministrazioni del sud con quelle del nord per rendersi conto che il nostro governo sta finanziando inefficienze e non sembra avere nessuna intenzione di smettere. Si potrebbero pagare molte meno tasse (visto che è il loro slogan) solo monitorando seriamente dove vanno a finire le risorse!!
Personalmente mi sforzo sempre di valutare le idee in base alla loro fattibilità ed alla loro validità, non in base a chi le esprime. Nonostante sia un esercizio molto faticoso e non mi riesca sempre cerco di applicarmi e lo consiglio a tutti :)
Concordo. Con la precisazione che una singola buona idea non fa primavera. (Civile?). Serve l'esercizio quotidiano di onestà e impegno.
Personalmente mi sforzo sempre di valutare le idee in base alla loro fattibilità ed alla loro validità, non in base a chi le esprime. Nonostante sia un esercizio molto faticoso e non mi riesca sempre cerco di applicarmi e lo consiglio a tutti :)
sicuramente rileggendo il mio commento ho esagerato con le parole, volevo comunque dare l'idea che mi sembra impossibile che degli appartamenti di proprietà privata possano essere impiegati in modo così semplicistico diciamo. non volevo nemmeno dire che non ci siano soluzioni possibili, è ovvio che negli ultimi anni infatti le risorse siano state impiegate, a mio modo di vedere, in modo inadeguato. giustamente si deve fare qualcosa in aiuto a tutte le persone, sia lavoratori dipendenti che imprenditori. comunque la definizione sinistroide riguarda il fatto che sempre a mio modo di vedere anche Dussin abbia detto cose giuste..seppur alla fine nessuno dei candidati mi abbia realmente convinto..e tra il pubblico anche se spero non sia così, aleggiava una certa presa di posizione in negativo nei suoi confronti. questo non significa sia leghista, anzi in reltà sono solo perplessa da tutto e tutti, per un motivo o per l'altro.
Chi mi sa dire come mai AEEP (azienda con soldi pubblici ) è in crisi e tutti i consiglieri dell' aeep se ne sono andati lasciando la barca affondare da sola.
Ho visto che due otre vogliono fare i consiglieri per il gruppo vivere , e visto i danni ci penserei a votarli per evitare danni .....
"Guardate in faccia la realtà perchè è impossibile togliere le bollette, come togliere gli appartamenti sfitti e farne case popolari! molto fiabesco e poco reale, sono davvero sconcertata dal fatto che la gente creda a queste fandonie."
Si, direi che bisogna guardare in faccia la realtà: è impossibile tagliare i costi delle bollette e negoziare il congelamento dei mutui con le banche se non si ha voglia di farlo. L'anno scorso, noi di Federazione della Sinistra chiedemmo al sindaco di accantonare delle risorse per anticipare le spettanze di cassintegrazione dovute dall'Inps ai lavoratori Fervet i quali, essendo la loro azienda priva di liquidità, ricevevano l'indennizzo con mesi di ritardo. Risultato: qualcuno è tornato a vivere dai suoi genitori, qualcuno ha chiesto ospitalità ad amici e parenti, qualcuno è stato sfrattato. Cose che non sarebbero successe se il comune avesse anticipato a titolo di prestito i soldi che l'Inps per sua lentezza mandava anche con 4 mesi di ritardo. Questa cosa io la chiamo realismo politico, non marxismo utopista. Questa era l'esempio di una cosa che si poteva fare a costo zero, ma che la mancanza di volontà non ha fatto fare al sindaco.
"Per me e' stato molto deludente l'incapacità da parte dei candidati di rispondere il più delle volte a domande precise e puntuali; in particolare alla domanda su come mantenere l'eccellenza (già inevitabilmente compromessa) del nostro ospedale..nessuno ha dato una risposta degna di ascolto! Nessuno che per lo meno abbia denunciato le problematiche legate a quell'inominabile "project financing" che si dovranno affrontare, e le possibli o impossibili azioni/soluzioni che con competenti persone dovrebbero aver discusso...O mi sbaglio?"
Cara Zaza volevo dirLe che rispondere in un minuto alla domanda sull'ospedale denunciandone le difficoltà e formulando delle soluzioni non è affatto facile. In quanto infermiere, in quanto lavoratore della sanità, in quanto segretario di Rifondazione, ho cercato di concordare coi miei compagni e con Simone la nostra posizione sul project financing e su come rispondere ad esso. Io ritengo che Simone abbia sfruttato quel minuto al meglio. Ha denunciato non solo il buco milionario e loa perdita di efficienza, ma anche le condizioni di lavoro peggiorate per tanto personale dell'ospedale di Castelfranco. E come giustamente sostenuto da Simone lunedì sera, i poteri del sindaco sull'ospedale sono pochi: certo è che il sindaco Gomierato come posizione personale e in conferenza dei sindaci, il project financing l'ha sempre incoraggiato e con se' tutte le sue conseguenze ovvero la privatizzazione di alcuni servizi, il buco milionario che impedisce investimenti nuovi e che limita assunzioni e potenziamento di alcuni servizi. Se è vero che la critica parte dalla denuncia, essa non può essere completa senza l'offerta di una soluzione: il sindaco deve prestarsi per la ripubblicizzazione del servizio in modo da garantire che a gestirlo non sia più qualcuno che ha in mente di fare utili, ma che ci sia qualcuno che ha in mente di dare una buona qualità di vita a tutti i cittadini. Più di assumere questa posizione un sindaco non può fare.
A me sembra, invece, che a non sapere come stiano le cose siano gli espertoni da tastiera che tacciano d'inesperienza Simone Marconato e la squadra della Federazione della Sinistra.
Cara Sta_Serena, agit-prop della Lega Nord, ti informo che ciò che Simone ha proposto lunedì sera sulla requisizione degli alloggi sfitti da troppo tempo per motivi prettamente speculativi non ha nulla di "fiabesco", ma è una cosa assolutamente possibile, già realizzata nel 2006 dal X Municipio del Comune di Roma, guidato da Sandro Medici, eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista. Anche all'epoca ci fu chi provò a dire che "non si poteva", probabilmente al soldo dei soliti palazzinari, e fece ricorso. Ma la Cassazione diede ragione a Medici, come riporto qui sotto.
Sulla questione delle bollette e dei mutui non mi metto neanche a fare l'elenco dei Comuni, delle Province e delle Regioni che hanno già approvato, negli ultimi mesi, misure di sostegno al reddito di chi è colpito dalla crisi.
Cari miei castellani, capisco che, avendo avuto per 10 anni un'amministrazione incapace che, pur di non prendere posizione su nulla e non affrontare alcun problema, si nascondeva dietro all'"impossibilità tecnica" delle soluzioni. Ma, vi assicuro, il resto del mondo non funziona così. I problemi si possono affrontare, e le decisioni si possono prendere.
Addirittura, attenzione attenzione, spesso queste soluzioni non costano nulla. Attaccare Simone Marconato sul bilancio, com'è stato fatto in modo subdolo lunedì sera, non ha assolutamente senso, dato che si tratta dell'unico candidato che non ha proposto opere pubbliche milionarie, ma semplicemente decisioni, in gran parte prive di costi: tutte le misure del pacchetto anticrisi della Federazione della Sinistra, infatti, sono coperte da fondi provinciali e regionali già esistenti, mentre le altre sono semplici decisioni politiche. Mettere un vincolo sui terreni industriali per impedire speculazioni immobiliari e delocalizzazioni costa? No! Far decidere la destinazione di quote di bilancio a cittadini, associazioni, quartieri, frazioni, costa? No! È chiaro che il patto di stabilità stritola i Comuni. Ma ci sono cose che si possono fare anche a costo zero. E, soprattutto, chi l'ha fatto il patto di stabilità? Chi è che a Roma, dal governo, taglia i soldi dai Comuni, e poi in Comune si lamenta che non arrivano i soldi? La Lega, il Pdl, ecc.
Per 10 anni vi hanno raccontato che non si poteva far nulla, che mancavano i soldi. Bene: era una balla. Sì può fare. Yes, we can, se ti piace di più.
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Cassazione: non e' un abuso requisire le case sfitte
ultimo aggiornamento: 26 september 2007 16:31
Case
Roma.
"La Corte di Cassazione ha riconosciuto alle amministrazioni locali la piena legittimita' di requisire case sfitte per assegnarle a famiglie sfrattate".
Lo ha annunciato il presidente del X Municipio di Roma Sandro Medici riferendo l'esito di un ricorso contro una sentenza che, nel maggio 2006, stabiliva il non luogo a procedere contro lo stesso Medici per la requisizione di 15 appartamenti sfitti per assegnarli a famiglie senzacasa.
"Con questo pronunciamento commenta Sandro Medici si afferma un profilo giudiziario rilevantissimo che lascia prevalere i diritti sociali sugli interessi speculativi riconoscendo piena legittimita' agli enti locali di intervenire nel mercato immobiliare in difesa delle famiglie che il mercato esclude. Le 15 famiglie potranno continuare a restare negli appartamenti requisiti e non piu' rischiare di essere sbattuti in mezzo alla strada". E ricorda che "siamo alla vigilia della scadenza del decreto che blocca gli sfratti e in attesa che si renda disponibile la nuova edilizia popolare mi chiedo come gli enti locali potranno gestire la crisi sociale che si determinera' tra breve con migliaia di famiglie cacciate dalle loro case; forse questa sentenza della Cassazione puo' aiutare gli amministratori nella loro funzione di salvaguardia sociale".
Ecco, in merito a quanto scrive Sta_Serena, terrei una certa misura anche nel "nichilismo". Le nostre proposte sono cose applicate da molti comuni "illuminati" non ce le siamo certo inventate sul momento. Gli aiuti a partire dalle imposte comunali, relativi alle fasce di popolazione a rischio o particolarmente danneggiate dalla crisi, sono cose di civiltà. I fondi si trovano decidendo le priorità. Quando un comune si trova in stato di calamità tutte le risorse si destinano ad arginare il problema non certo a costruire statue. Fate le debite proporzioni e pensate a Castelfranco, ricordo che questa è tra le zone con le ricadute sociali della crisi più pesanti della provincia e della regione.
Sulla requisizione della case sfitte. Capisco che qualcuno possa stupirsi ma si tratta di una misura adottata anche in una municipalità di Roma. Prima di tutto si parla di case sfitte da 10 anni (non un esempio teorico) e le modalità, come spiega Stefano Costa, sono tante. Prima di sentenziare che è "utopico" si pensi se è necessario o anzi urgente o no. Secondo noi per normalizzare il costo della casa a Castelfranco è urgente.
Per puntiglio personale chiudo dicendo che "utopico marxismo" è una contraddizione in termini colossale...
...un utopico marxismo del quale il giovane Marconato si è messo a capo. in questo modo non si va da nessuna parte comunque! guardate in faccia la realtà perchè è impossibile togliere le bollette, come togliere gli appartamenti sfitti e farne case popolari! molto fiabesco e poco reale, sono davvero sconcertata dal fatto che la gente creda a queste fandonie.
Beh un momento, queste sono parole piuttosto pesanti e precise che vanno usate con cognizione di causa. "togliere gli appartamenti sfitti e farne case popolari" può voler dire tante cose. Ad esempio, esperienze di acquisizione temporanea di abitazioni sfitte, per un utilizzo (appunto temporaneo) teso a calmierare il mercato della locazioni in situazioni nelle quali la tensione immobiliare è tale da rendere difficilmente applicabile a tutti il diritto ad un'abitazione decorosa, credo esitano in Europa. Se qualcuno dispone di dati precisi, sarebbe interessante leggere un contributo in materia. Il blocco (temporaneo) del pagamento di alcune bollette, almeno per le forniture che sono in qualche modo sotto il controllo del bilancio comunale, non mi pare del tutto un'utopia, si tratta semplicemente di destinare risorse ad un impiego solidale. Insomma: affermare in generale, che misure di sostegno alle fasce più deboli è "utopico marxismo" e quant'altro, significa negare l'esistenza di problemi e soluzioni. Problemi: cioè immaginare empaticamente una condizione di vita e di possibilità diversa dalla propria (magari un tantino fortunata, o solo normale). Soluzioni: cioè sforzarsi di reperire con fantasia e creatività risorse e metodi per rendere meno pesanti tali situazioni. Senza lasciarsi andare al qualunquistico "non è possibile". Anche perché prima o poi tutti abbiamo bisogno di una mano.
Io invece sono sconcertata dal fatto che ci sia ancora gente che usa termini come "sinistroide" senza essere stipendiata per farlo e senza temere il pubblico ludibrio. Non capisco come ci si arroghi la presunzione di conoscere le appartenenze politiche di trecento persone da un paio di applausi.
concordo pienamente con Lorenzo B. credo bene che ci voglia esperienza, conoscenza e pacatezza nel presentarsi sindaco di una cittadina vivace e molto frazionata dal punto di vista politico. credo anche che però, al di là dell'etichetta "Lega Nord" Dussin sia stato il più serio, il più esaustivo e concreto..coi piedi per terra..il pubblico tendenzialmente sinistroide ha sinceramente riesumato un utopico marxismo del quale il giovane Marconato si è messo a capo. in questo modo non si va da nessuna parte comunque! guardate in faccia la realtà perchè è impossibile togliere le bollette, come togliere gli appartamenti sfitti e farne case popolari! molto fiabesco e poco reale, sono davvero sconcertata dal fatto che la gente creda a queste fandonie.
chi ti dice che non ho provato a farlo , ma i soliti non lasciano spazio !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Citazione lomantag:
tu che sai tutto perchè non ti sei candidato ????? ....facile criticare vero ???? prova a rimboccarti le maniche anche te....
Citazione paolo:
mi potete spiegare se tutti questi consiglieri (la maggioranza gente già vista da anni ed anni) sono interessati alla poltrona o a salvare castelfranco che è in sfascio ? Non cito i nomi ma mi fanno ridere , gente politicamente e tecnicamente non qualificata . Domandategli se sanno la costituzione!!!!!!!!!!!!
Tutti i comuni hanno fatto miglioramenti e cambiato consiglieri rinnovato l' età e le idee per progredire e noi sempre gli stessi.
come facciamo ad andare avanti così ?
Il pdl ha messo consiglieri i soliti marpioni da anni che non hanno mai fatto niente , solo il 20% è nuovo, la Lega uguale ......opposizione dove sei?
Complimenti per l'organizzazione della serata alla redazione tutta! Per me e' stato molto deludente l'incapacità da parte dei candidati di rispondere il più delle volte a domande precise e puntuali; in particolare alla domanda su come mantenere l'eccellenza (già inevitabilmente compromessa) del nostro ospedale..nessuno ha dato una risposta degna di ascolto! Nessuno che per lo meno abbia denunciato le problematiche legate a quell'inominabile "project financing" che si dovranno affrontare, e le possibli o impossibili azioni/soluzioni che con competenti persone dovrebbero aver discusso...O mi sbaglio? Ma aggiungo anche: l'attenzione si focalizza inevitabilmente sulla persona del candidato a futuro sindaco che sicuramente non ha esperienza su tutti i settori...Sono perplessa sinceramente sulla preparazione anche delle squadre che stan dietro alle liste che forse non condividono le proprie competenze..ammesso che ne abbiano..Ognuno ne dovrebbe avere parecchie, sta poi a lui dove spenderle anche a beneficio della comunità! L'occasione è stata comunque preziosa per riflettere, e sentirsi motivati a partecipare di più ed informarsi di più..Credo sarà stato utile anche per i nostri candidati(sindaci e liste)! Arrabbiamoci sì..ma sforziamoci di essere comunque costruttivi ed impegnandoci e prepararandoci tutti un po' di più!!!!
mi potete spiegare se tutti questi consiglieri (la maggioranza gente già vista da anni ed anni) sono interessati alla poltrona o a salvare castelfranco che è in sfascio ? Non cito i nomi ma mi fanno ridere , gente politicamente e tecnicamente non qualificata . Domandategli se sanno la costituzione!!!!!!!!!!!!
Tutti i comuni hanno fatto miglioramenti e cambiato consiglieri rinnovato l' età e le idee per progredire e noi sempre gli stessi.
come facciamo ad andare avanti così ?
Il pdl ha messo consiglieri i soliti marpioni da anni che non hanno mai fatto niente , solo il 20% è nuovo, la Lega uguale ......opposizione dove sei?
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RIFLESSIONI SULLA MOSTRA DI GIORGIONE IN CAMPAGNA ELETTORALE
La mostra su Giorgione, già prima della sua conclusione, si è rivelata un vero successo. Bella mostra; qualche pecca (d'altra parte basta far qualcosa perché ci siano le inevitabili critiche! anche se l'allestimento...), ma Giorgione non ha tradito per niente e il numero dei visitatori ha superato ogni aspettativa. La qualità di una mostra non si giudica certo dall'affluenza (e la mostra è, comunque, una mostra di qualità e non solo per le nuove conclusioni e i nuovi contributi portati, bensì perché, e soprattutto, le opere esposte sollevano nuovi quesiti sull'operato di Giorgione su cui lavorare in futuro), tuttavia, l'elevato numero di visitatori, le lunghe file, le attese snervanti nonostante l'apertura serale nei fine settimana, le lamentele e il rischio di liti all'ingresso o davanti alle stesse opere se qualcuno si sofferma più di quanto dovuto, ecc., ecc., possono essere lette come esperienze fondamentali per la città e per il suo territorio, quindi divenire esperienze positive. Spero che questo successo possa aprire gli occhi a tanti e, in modo particolare, ai politici poiché, a quanto pare, l'arte paga. Paga prima di tutto in cultura, è ovvio, ma, se ben organizzata, può dare anche un utile economico o, almeno, può essere fatta a costo zero, trasportando l'utile economico in tutto l'indotto che smuove: far venire più di 100.000 mila persone in pochi mesi in città, vuol dire rivitalizzare il centro storico, dar linfa vitale alle attività commerciali e, perché no, probabilmente anche produttive; per molti un respiro talvolta essenziale in un momento di crisi come questo. Castelfranco, poi, si è riappropriata del suo più illustre cittadino e l’ha riscoperto: se un sondaggio fatto qualche anno fa su chi era Giorgione, ha avuto le più svariate risposte delle quali poche, sembra, indicanti l'artista, oggi tutti, spero, risponderebbero nel modo giusto!
L’arte, quindi, paga. Ma vediamo un po’ che cos’altro ci può dare quest’esperienza, proprio al seguito del suo successo e della grande affluenza. Primo riscontro inconfutabile: Castelfranco non ha spazi espositivi adeguati a un grande evento. La Casa di Giorgione ha mostrato tutti i suoi limiti; il fuaiè del Teatro Accademico non può essere certo considerato uno spazio espositivo, se non come ripiego; altri spazi adeguati, al momento, non ve ne sono (si badi, per inciso, che Castelfranco non ha neppure un museo cittadino – se pur oggi c’è sulla carta e su Internet, e se pur a ogni campagna elettorale si parla di riaprirlo – né una sede espositiva per l'arte contemporanea). Questo vuol dire che, ripetere un’operazione come quella su Giorgione, a costo zero, è impossibile e tutta quella ventata di linfa vitale d’indotto che ha portato è stata solo una parentesi, un unicum. Se tutto rimane com’è, vuol dire che l’esperienza positiva di questa mostra è nata morta, è stata partorita, si direbbe, «a cavallo di una tomba»! Secondo riscontro, anch’esso, a quanto pare, inconfutabile: la mancanza di una coordinazione sinergica tra eventi espositivi in un territorio ben più vasto che quello cittadino (ma la stessa mostra di Giorgione avrebbe potuto coinvolgere di più altri luoghi della città, e penso a Casa Costanzo, ad esempio, o del territorio, come il Barco della Regina Cornaro ad Ativole). Con la dovuta coordinazione temporale, la mostra di Giorgione a Castelfranco, quella di Cima a Conegliano (artisti certamente non indifferenti l’uno all’altro e mostre che, a livello storico e artistico, si sarebbero certamente integrate a vicenda) e quella di Jacopo da Ponte a Bassano nell’ambito di una lunga celebrazione triennale, avrebbero potuto creare un itinerario cultural-espositivo capace di ampliare alquanto l’affluenza di visitatori, ancora una volta con tutto l’indotto economico che ne sarebbe derivato per un territorio non solo cittadino e non solo provinciale: vale a dire, anche politicamente, che non è solo una questione di Comune o Provincia ma pure di Regione.
SI PRUDENS ESSE CUPIS IN FUTURA PROSPECTUM INTENDE (Se vuoi essere saggio volgi lo sguardo al futuro) ci insegna il motto del penultimo cartiglio del fregio giorgionesco di Casa Marta-Pellizzari, alias Casa di Giorgione. Tornando, solo in apparenza, in un ambito più strettamente castellano, credo sarebbe davvero saggio per i politici, per una città e per il suo territorio, seguire questo consiglio filosofico. Ma cosa potrebbe voler dire, allora, in futura prospectum intende, volgi lo sguardo al futuro? Se n’è parlato mille volte, e non è certo una novità, tuttavia dopo l’esperienza di Giorgione, verrebbe da gridarlo forte: villa Revedin-Bolasco, villa Revedin-Bolasco, luogo dalle potenzialità enormi. Al di là del recupero di uno straordinario edificio storico, villa Revedin-Bolasco potrebbe ospitare tutto e, in questo tutto, per incanto, ecco straordinari spazi espositivi per il museo cittadino, per mostre di ampio respiro, ambienti dedicati all’arte contemporanea (magari aprendosi anche a quel meraviglioso parco sul quale la villa si completa), ambienti destinati a centro convegni, ad auditorium, a biblioteche e bookshop, ecc. ecc. ecc. Il recupero è sicuramente costoso, molto costoso. E' costoso il restauro (rispettoso, mi raccomando); è costoso il predisporne gli spazi a sede espositiva e a altri scopi; è costoso gestire tutto questo e certamente è pure molto, molto complesso. Ma, mi chiedo, se si trovassero le sinergie tra pubblico (Comune, Provincia, Regione), Università e privato, sarebbe davvero così impossibile? E non è poi che, magari, come per la mostra di Giorgione, si può fare utile o, per lo meno, tutto potrebbe essere a costo zero o quasi?! In altre parti, in fondo, qualcuno c’è riuscito: penso, ad esempio, al MART di Rovereto, sebbene credo che villa Revedin-Bolasco potrebbe avere potenzialità ancora maggiori; maggiori per la natura del sito, il prestigio e la presenza del parco, nonché per la centralità di Castelfranco, ragione storica della sua stessa nascita. E se qualcuno, nel paragone col MART, parla del Trentino come Regione Autonoma rispetto al Veneto, allora vuol dire che è proprio, ancora una volta, anche questione politica.
Di sicuro nella nostra provincia, ma probabilmente in un territorio ben più vasto, io non ho presente una struttura paragonabile a villa Revedin-Bolasco per tale scopo. Altro che le mostre di Casa dei Carraresi a Treviso, di Palazzo Zabarella a Padova, di Palazzo Bonaguro a Bassano o, pure, di Palazzo Grassi a Venezia! E che indotto enorme ne potrebbe nascere, che fiorire di cultura, che respiro di linfa per tante attività commerciali e di altro genere, che possibilità di salvaguardia di posti di lavoro e che possibilità di incremento occupazionale! E allora, miei cari politici, perché non guardare all'arte come investimento?
Castelfranco Veneto, marzo 2010
Marco Mondi
continua a specializzarti, ne hai bisogno. poi usa la tua specializzazione nel lavoro e spalma la tua teoria sulla pratica. capirai da sola quanto la realtà sia dinamica e mutevole rispetto ai "teoremi". nessun sindaco infatti ha scritto il programma con cognizione piena di causa. questo non significa continuare a imitarli anche in questi commenti. non si tratta di pigliare pesci, ne di vendere ortaggi davanti al Giorgione, ma di MISURARE le parole e DIMOSTRARE le proprie convinzioni A PRIORI, prima di esternarle. Tutto qui. In bocca al lupo per gli esami.
Dare del tu significa anche snellire le conversazioni, tra colleghi si usa e non è certo non una mancanza di rispetto...e visto che in quanto elettori siamo di fatto colleghi...vedi tu se vuoi prendertela a cuore o meno!e comunque non è questa la sede per inserire discussioni a riguardo.
Ti invito a rivedere oltre alla tua frasetta su 3% del PIL o PIL+3%PIL (evitiamone la discussione perchè la ritengo a questo punto inutile) anche la formula della POLITICA REDISTRIBUTIVA / REGOLATIVA. Un vento di sana educazione civica aiuta, certo, ma il più delle volte le barche vanno a motore. e se andiamo a guardar bene ANCHE QUELLE A VELA MONTANO SEMPRE UN MOTORE !!! Ho un'altra proposta, che tra l'altro va di moda: facciamo le case di legno? costano meno, più incentivi,demoliamo gli appartamenti sfitti e lanciamo la bio-edilizia! come diresti tu, chiara, IN AUSTRIA FUNZIONA le case di legno sono ormai una regola. perchè allora non le facciamo qui? peccato che qui siamo a castelfranco, che il 90% della popolazione preferisca appendere il quadro al muro in mattoni, avere un interrato e che a molti il legno non piaccia. meglio dunque, prima di svendere falsità ai comizi, informarsi, valutare e analizzare le proposte e le conseguenze socio-economiche delle stesse. in alternativa è preferibile tacere. Pertanto scendiamo dalle stelle e simuliamo gli effetti delle nostre lungimiranti idee bio-progressiste sulla realtà di Castefranco. Montebelluna non è Castelfranco quindi la validità della tua proposta è tutta da dimostrare. un mercato in piazza può essere una buona idea, ma, ti chiedo, me lo puoi dimostrare con analisi di mercato, dati e numeri prima di proporlo, per favore? hai prima chiesto ai coltivatori se bramano così tanto di andar in piazza a vendere i prodotti? quanti di loro sono attrezzati per farlo? quanti lo vogliono fare? e giusto per dirne una, hai una percentuale di si, di no e di forse per gli abitanti del centro storico a riguardo? in quali giorni vorresti proporlo, al martedì, di sabato o domenica? hai un piano viabile per deviare il traffico in quei giorni? in termini monetari a castelfranco conviene farlo o no? i negozi sotto i portici sono favorevoli? hai un'idea di quanti vigili ti servono per un mercato? quanto costano? quanto costa pulire la piazza?... "ENNE" domande che mi pongo e che si dovrebbero porre tutti quelli che propongono i viaggi sulla Luna... mah, rimane la mia perplessità sulla preparazione economica, tecnica ed organizzativa di chi si avvicina alla politica come ad un lavoro di routine o ad una tesi di laurea. mi auguro che ci sia ancora qualcuno, tra i castellani, che prima di parlare sappia far 2 conti ed ascoltare le esigenze del paese. mi fermo qui. buona campagna elettorale a tutti.
andiamo con ordine:
1. Portami un esempio di come abbattere le molteplici barriere architettoniche di Castelfranco a COSTO ZERO; o di come migliorare la viabilità nel centro e in tangenziale, o di come rinnovare scuole ed impianti sportivi (PUNTI DI PARTENZA X L'EDUCAZIONE DEI CITTADINI) fatiscenti tanto da essere addirittura inutili oltre che pericolosi (avrei molti altri esempi a questo proposito...). Basta demagogia, per favore.
2.Stanchi o no, dobbiamo essere sempre all'altezza del ruolo che desideriamo rivestire: il punto è che a Roma come a Castelfranco occorrono persone qualificate e tecnici capaci di valutare priorità, costi e benefici super-partes per il bene del paese.
3.I soldi sono pochi ma ci sono: bisogna "calcolare" come spenderli per poterne avere di più. Prima però bisogna "saper calcolare". La calcolatrice serve a poco se non sai fare i conti a mano.
4. E' un metodo: per controllare se la mia flotta funziona devo controllare le singole barche. Il PSC agli enti nasce dall’esigenza del Governo di controllare il livello di indebitamento netto degli ENTI territoriali al fine di far convergere l’economia NAZIONALE verso i parametri di Maastricht. Ed... è rispettato se il deficit pubblico non supera il 3% del PIL... e... non come hai detto tu "che superi il pil del 3%"... attenzione ai numeri...sarebbe tantino...questo è un metodo, proponi dunque il tuo (occhio alle formulette, però).
5.Vedi, nel mio piccolo, noto anche qui che il problema dell'Italia e di molti altri paesi è che al governo, nelle amministrazioni locali, nei C.d.A. anche più piccoli, la MATEMATICA, i NUMERI e le FORMULE diventano un'OPINIONE.
Ma pesiamo le parole prima di "buttarle" fuori o tiriamo a caso?
Finchè scherziamo nei blog mi va anche bene, ma nel momento in cui ci si mette a governare, giovani o vecchi, DESTROIDI O SINISTROIDI, pensando di giocare a MONOPOLI allora no.
La COMPETENZA costituisce il primo mattone per una buona amministrazione. E spesso, chi è competente non ha bisogno di ostentarlo.
Vorrei chiedere a tutti e 6 i nostri canidati sindaci: "Ma Lei, si sente competente per quello che va a fare?". Spererei che la risposta fosse un NO all'unisono.
E allora la seconda domanda sarebbe:
"Mi riesce a fare, per favore,una lista in ordine di importanza degli argomenti in cui si sente competente senza l'aiuto dei Suoi?"
Lì forse, si capirebbe qualcosa e tanti voti non andrebbero sprecati.
questo remar remare?
Meglio morir tra i flutti
sul biancheggiar del mare..
Quasi tutti i candidati mi sono sembrati fiacchi sul tema ambientale. Soldi ce ne sono pochi, ma hanno parlato di potenziamento delle vie di comunicazione, cioè costruire strade; “donare” terreni alle nuove realtà edilizie popolari e realtà produttive. Togliere terra, asfaltare e correre!
Ho letto con attenzione i programmi elettorali delle varie liste e capisco che questa politica non mi appassiona: non percepisco l’interesse per l’ambiente, né come paziente da curare e neppure come risorsa.
E la famiglia, come nucleo e organizzazione originaria, che sta attraversando difficoltà complesse: economiche, educative, relazionali; deve trovare spazio di confronto, parole di comprensione e di sostegno nel difficile compito di custodia e cura delle future generazioni. Inoltre credo che non si possa continuare a banalizzare il problema dei giovani, è vitale affrire loro una prospettiva di futuro, senz'altro accompagnata dalla necessità del loro impegno. Non sono loro i responsabili della confusa distrazione in cui si trovano, ma potrebbero diventarlo se non mettono del proprio per impedire il mortificante condizionamento di una cultura che mi sembra di poter definire del "disamore". Ho letto attentamente il programma presentato da Donata Sartor e ho trovato un pensiero che ha messo in evidenza i punti critici qui accennati. Condivido la proposta di partecipazione che stimoli il concorso del maggior numero possibile di cittadini, come condivido la speranza di regalare opportunità sopratutto a chi ne ha avute meno. La proposta è credibile se è credibile chi la fa. Per questo sostengo Donata Sartor, una persona che si è messa in gioco senza considerare il conveniente e che ha assunto questo compito non soltanto per il dovere di esserci, ma per fare, anche imparando. Non ha esperienza diretta nella politica, ma questo per me non rappresenta un ostacolo, le cose si imparano. Quello che conta veramente in questo momento, e Donata lo mostra con "dolcezza" come ho letto in un commento, è la consapevolezza che i valori politici bisogna "viverli" e solo così si imparano. E occorre viverli anche emotivamente, per superare il presente fatto di un linguaggio politico volgare, banale, distruttivo. E' la vita e non la chiacchera che dà valore alle parole. Brava Donata!
Concordo. Con la precisazione che una singola buona idea non fa primavera. (Civile?). Serve l'esercizio quotidiano di onestà e impegno.
Ho visto che due otre vogliono fare i consiglieri per il gruppo vivere , e visto i danni ci penserei a votarli per evitare danni .....
Si, direi che bisogna guardare in faccia la realtà: è impossibile tagliare i costi delle bollette e negoziare il congelamento dei mutui con le banche se non si ha voglia di farlo.
L'anno scorso, noi di Federazione della Sinistra chiedemmo al sindaco di accantonare delle risorse per anticipare le spettanze di cassintegrazione dovute dall'Inps ai lavoratori Fervet i quali, essendo la loro azienda priva di liquidità, ricevevano l'indennizzo con mesi di ritardo. Risultato: qualcuno è tornato a vivere dai suoi genitori, qualcuno ha chiesto ospitalità ad amici e parenti, qualcuno è stato sfrattato. Cose che non sarebbero successe se il comune avesse anticipato a titolo di prestito i soldi che l'Inps per sua lentezza mandava anche con 4 mesi di ritardo.
Questa cosa io la chiamo realismo politico, non marxismo utopista. Questa era l'esempio di una cosa che si poteva fare a costo zero, ma che la mancanza di volontà non ha fatto fare al sindaco.
Cara Zaza volevo dirLe che rispondere in un minuto alla domanda sull'ospedale denunciandone le difficoltà e formulando delle soluzioni non è affatto facile. In quanto infermiere, in quanto lavoratore della sanità, in quanto segretario di Rifondazione, ho cercato di concordare coi miei compagni e con Simone la nostra posizione sul project financing e su come rispondere ad esso. Io ritengo che Simone abbia sfruttato quel minuto al meglio. Ha denunciato non solo il buco milionario e loa perdita di efficienza, ma anche le condizioni di lavoro peggiorate per tanto personale dell'ospedale di Castelfranco. E come giustamente sostenuto da Simone lunedì sera, i poteri del sindaco sull'ospedale sono pochi: certo è che il sindaco Gomierato come posizione personale e in conferenza dei sindaci, il project financing l'ha sempre incoraggiato e con se' tutte le sue conseguenze ovvero la privatizzazione di alcuni servizi, il buco milionario che impedisce investimenti nuovi e che limita assunzioni e potenziamento di alcuni servizi. Se è vero che la critica parte dalla denuncia, essa non può essere completa senza l'offerta di una soluzione: il sindaco deve prestarsi per la ripubblicizzazione del servizio in modo da garantire che a gestirlo non sia più qualcuno che ha in mente di fare utili, ma che ci sia qualcuno che ha in mente di dare una buona qualità di vita a tutti i cittadini. Più di assumere questa posizione un sindaco non può fare.
Cara Sta_Serena, agit-prop della Lega Nord, ti informo che ciò che Simone ha proposto lunedì sera sulla requisizione degli alloggi sfitti da troppo tempo per motivi prettamente speculativi non ha nulla di "fiabesco", ma è una cosa assolutamente possibile, già realizzata nel 2006 dal X Municipio del Comune di Roma, guidato da Sandro Medici, eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista.
Anche all'epoca ci fu chi provò a dire che "non si poteva", probabilmente al soldo dei soliti palazzinari, e fece ricorso. Ma la Cassazione diede ragione a Medici, come riporto qui sotto.
Sulla questione delle bollette e dei mutui non mi metto neanche a fare l'elenco dei Comuni, delle Province e delle Regioni che hanno già approvato, negli ultimi mesi, misure di sostegno al reddito di chi è colpito dalla crisi.
Cari miei castellani, capisco che, avendo avuto per 10 anni un'amministrazione incapace che, pur di non prendere posizione su nulla e non affrontare alcun problema, si nascondeva dietro all'"impossibilità tecnica" delle soluzioni.
Ma, vi assicuro, il resto del mondo non funziona così. I problemi si possono affrontare, e le decisioni si possono prendere.
Addirittura, attenzione attenzione, spesso queste soluzioni non costano nulla. Attaccare Simone Marconato sul bilancio, com'è stato fatto in modo subdolo lunedì sera, non ha assolutamente senso, dato che si tratta dell'unico candidato che non ha proposto opere pubbliche milionarie, ma semplicemente decisioni, in gran parte prive di costi: tutte le misure del pacchetto anticrisi della Federazione della Sinistra, infatti, sono coperte da fondi provinciali e regionali già esistenti, mentre le altre sono semplici decisioni politiche. Mettere un vincolo sui terreni industriali per impedire speculazioni immobiliari e delocalizzazioni costa? No! Far decidere la destinazione di quote di bilancio a cittadini, associazioni, quartieri, frazioni, costa? No!
È chiaro che il patto di stabilità stritola i Comuni. Ma ci sono cose che si possono fare anche a costo zero. E, soprattutto, chi l'ha fatto il patto di stabilità? Chi è che a Roma, dal governo, taglia i soldi dai Comuni, e poi in Comune si lamenta che non arrivano i soldi? La Lega, il Pdl, ecc.
Per 10 anni vi hanno raccontato che non si poteva far nulla, che mancavano i soldi. Bene: era una balla.
Sì può fare. Yes, we can, se ti piace di più.
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Cassazione: non e' un abuso requisire le case sfitte
ultimo aggiornamento: 26 september 2007 16:31
Case
Roma.
"La Corte di Cassazione ha riconosciuto alle amministrazioni locali la piena legittimita' di requisire case sfitte per assegnarle a famiglie sfrattate".
Lo ha annunciato il presidente del X Municipio di Roma Sandro Medici riferendo l'esito di un ricorso contro una sentenza che, nel maggio 2006, stabiliva il non luogo a procedere contro lo stesso Medici per la requisizione di 15 appartamenti sfitti per assegnarli a famiglie senzacasa.
"Con questo pronunciamento commenta Sandro Medici si afferma un profilo giudiziario rilevantissimo che lascia prevalere i diritti sociali sugli interessi speculativi riconoscendo piena legittimita' agli enti locali di intervenire nel mercato immobiliare in difesa delle famiglie che il mercato esclude. Le 15 famiglie potranno continuare a restare negli appartamenti requisiti e non piu' rischiare di essere sbattuti in mezzo alla strada". E ricorda che "siamo alla vigilia della scadenza del decreto che blocca gli sfratti e in attesa che si renda disponibile la nuova edilizia popolare mi chiedo come gli enti locali potranno gestire la crisi sociale che si determinera' tra breve con migliaia di famiglie cacciate dalle loro case; forse questa sentenza della Cassazione puo' aiutare gli amministratori nella loro funzione di salvaguardia sociale".
© Rainews24, 2009.
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Le nostre proposte sono cose applicate da molti comuni "illuminati" non ce le siamo certo inventate sul momento.
Gli aiuti a partire dalle imposte comunali, relativi alle fasce di popolazione a rischio o particolarmente danneggiate dalla crisi, sono cose di civiltà. I fondi si trovano decidendo le priorità. Quando un comune si trova in stato di calamità tutte le risorse si destinano ad arginare il problema non certo a costruire statue. Fate le debite proporzioni e pensate a Castelfranco, ricordo che questa è tra le zone con le ricadute sociali della crisi più pesanti della provincia e della regione.
Sulla requisizione della case sfitte. Capisco che qualcuno possa stupirsi ma si tratta di una misura adottata anche in una municipalità di Roma. Prima di tutto si parla di case sfitte da 10 anni (non un esempio teorico) e le modalità, come spiega Stefano Costa, sono tante. Prima di sentenziare che è "utopico" si pensi se è necessario o anzi urgente o no. Secondo noi per normalizzare il costo della casa a Castelfranco è urgente.
Per puntiglio personale chiudo dicendo che "utopico marxismo" è una contraddizione in termini colossale...
Beh un momento, queste sono parole piuttosto pesanti e precise che vanno usate con cognizione di causa.
"togliere gli appartamenti sfitti e farne case popolari" può voler dire tante cose. Ad esempio, esperienze di acquisizione temporanea di abitazioni sfitte, per un utilizzo (appunto temporaneo) teso a calmierare il mercato della locazioni in situazioni nelle quali la tensione immobiliare è tale da rendere difficilmente applicabile a tutti il diritto ad un'abitazione decorosa, credo esitano in Europa. Se qualcuno dispone di dati precisi, sarebbe interessante leggere un contributo in materia.
Il blocco (temporaneo) del pagamento di alcune bollette, almeno per le forniture che sono in qualche modo sotto il controllo del bilancio comunale, non mi pare del tutto un'utopia, si tratta semplicemente di destinare risorse ad un impiego solidale.
Insomma: affermare in generale, che misure di sostegno alle fasce più deboli è "utopico marxismo" e quant'altro, significa negare l'esistenza di problemi e soluzioni. Problemi: cioè immaginare empaticamente una condizione di vita e di possibilità diversa dalla propria (magari un tantino fortunata, o solo normale). Soluzioni: cioè sforzarsi di reperire con fantasia e creatività risorse e metodi per rendere meno pesanti tali situazioni. Senza lasciarsi andare al qualunquistico "non è possibile". Anche perché prima o poi tutti abbiamo bisogno di una mano.
Non capisco come ci si arroghi la presunzione di conoscere le appartenenze politiche di trecento persone da un paio di applausi.
Citazione lomantag:
Ma aggiungo anche: l'attenzione si focalizza inevitabilmente sulla persona del candidato a futuro sindaco che sicuramente non ha esperienza su tutti i settori...Sono perplessa sinceramente sulla preparazione anche delle squadre che stan dietro alle liste che forse non condividono le proprie competenze..ammesso che ne abbiano..Ognuno ne dovrebbe avere parecchie, sta poi a lui dove spenderle anche a beneficio della comunità!
L'occasione è stata comunque preziosa per riflettere, e sentirsi motivati a partecipare di più ed informarsi di più..Credo sarà stato utile anche per i nostri candidati(sindaci e liste)! Arrabbiamoci sì..ma sforziamoci di essere comunque costruttivi ed impegnandoci e prepararandoci tutti un po' di più!!!!
Tutti i comuni hanno fatto miglioramenti e cambiato consiglieri rinnovato l' età e le idee per progredire e noi sempre gli stessi.
come facciamo ad andare avanti così ?
Il pdl ha messo consiglieri i soliti marpioni da anni che non hanno mai fatto niente , solo il 20% è nuovo, la Lega uguale ......opposizione dove sei?