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Dai diamanti non nasce niente, dal letame fiori! PDF E-mail
Articoli - Salute e Ambiente
Scritto da Lomantang   
Giovedì 22 Aprile 2010 08:00
mezzortoPachamama è un'associazione nata nel 2009, ma con radici molto più lontane.

Si rivolge a tutti coloro che "sentono l'esigenza di vivere in un mondo sano, prospero e leale, nel rispetto della Fonte che tutto genera".

Queste le parole dei fondatori di Pachamama, che, tra le altre diverse iniziative di quest'anno, ripropongono l' "Ortolo", ossia, uno spazio comune dove coltivare ortaggi, scambiare idee, fare due chiacchiere.
bacca
Condividere assieme un progetto che veda al centro la persona e la natura, cercando di liberarci da quel meccanismo consumistico che ci vuole inconsapevoli del contenuto delle mille scatole che ci riempiono la dispensa, ma che ci induce a riempire il carrello!
Sembra tutto molto semplice, in realtà non lo è: condividere non significa solo dividere un raccolto! L'obbiettivo non è solo abbassare l'esborso per la spesa!
I Pachamama puntano giustamente in alto: consapevolezza è la parola chiave di tutto il loro progetto," impegno" lo strumento indispensabile per andare avanti.

Ma quali possono essere gli aspetti positivi di un orto condiviso?
0-lortolo
A parer mio sono moltissimi:

  • Alimentarsi in maniera sana con prodotti biologici;
  • Conoscere la provenienza delle verdure e collaborare attivamente alla loro crescita;
  • Rendere reale il concetto di "Chilometro Zero"
  • Praticare l'orticoltura a livello hobbistico è un vero rimedio contro lo stress quotidiano.
  • Creare un momento di socializzazione alternativo, coinvolgendo più generazioni possibili: tutti sanno della passione dei nonni per l'orto casereccio!
  • Offrire attivamente occasioni educative per molti bambini che sempre più di rado hanno visto crescere quello che alla sera si trovano nel piatto.
Quindi i motivi per partecipare a questa iniziativa sono molteplici, ma non confondiamo le cose, qui non si tratta dei famosi "orti comunali" di cui si sente tanto parlare, anche nelle campagne elettorali locali.
2009ortolo-20
L'orto comunale è un'esperienza diversa, probabilmente molti degli aspetti positivi accomunano le due realtà, ma l'orto comunale rivendica spazi in città, esperienze urbanistiche alternative.  Spesso pecca di continuità perchè gli spazi concessi dai comuni per queste esperienze molte volte si vedono sottratti a breve termine al cambiar di vento della politica.

Quindi per saperne di più i soci di Pachamama mettono a disposizione alcuni indirizzi web utilissimi per mettersi in contatto con loro, aspettando magari una bella videointervista con delle dimostrazioni pratiche di orticoltura, ma soprattutto per parlare del perchè, nonostante i grigi giorni, ci sono sempre degli ostinati che credono che tutto quello che li circonda sia solo una brutta copia del mondo desiderato.
1-pachamatura
Speriamo che la consapevolezza nell'uso di una zappa sia uno dei tanti strumenti che ci aiuti a coltivare il capolavoro da lasciare in eredità alle nuove generazioni. 
Il direttivo solitamente si incontra il lunedì sera presso L'osteria al Moraro a Loria dalle 21,00 alle 24,00. 

Le radici portano nutrimento e ricchezza. Sono fonte di stabilità e memoria.
Ai nostri padri.

Link utili:
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
il sito ufficiale: www.inpachamama.net
 

Commenti 

 
#2 bubba 2010-05-21 06:06
Francamente non credo che la differenza tra questo esperimento e un orto comunale consista nel “biologico” o meno. Ed evidentemente in un orto comunale non è il sindaco o l’assessore che decide come organizzare il lavoro.
Un orto comunale visto che si trova in un terreno pubblico, comune ha evidentemente delle regole da seguire. I contenuti, le passioni, gli obiettivi dei partecipanti poi possono essere gli stessi.
Condivido con quanto detto dall'autore dell'articolo. Come per tutti i progetti pubblici il cambio di colore politico porta a degli atteggiamenti diversi.. Certo è che dovrebbero essere i cittadini ad “alzare le barricate” quando il nuovo inquilino del municipio tenta di scippare un’iniziativa lodevole.

Io credo che se si vuole creare una vera alternativa e cambiamento con questo esperimento, come con altri,
(sempre che questo sia uno degli obiettivi) si dovrebbe fare un salto di qualità. Farlo crescere, farlo diventare una ragione di vita, anche lavorativa. Altrimenti rimane un “orticello tra amici”.
Non ha molto senso fare autorganizzazione e autogestione senza datori di lavoro (=paroni) nel weekend e nel tempo libero, per poi essere completamente immersi bel sistema capitalista-consumistico per il resto della settimana. Tutto sommato sarebbe un film già visto tante volte.

Considerato anche il periodo di crisi.
Io mi auguro che qualche amministratore e politico illuminato abbia l’accortezza di andare a vedere questo esperimento, magari chiedendo anche consiglio ai protagonisti.
Citazione
 
 
#1 Manuel 2010-04-24 14:24
Inoltre nell' Ortolo non coltiviamo solo colture coltiviamo la socialità quasi perduta dell'individuo moderno. Si cerca anche di recuperare la capacità di lavorare insieme nell'autorganizzazione , senza datori di lavoro e senza ricevere in cambio denaro. Passando tante ore insieme a ragionare, scherzare e lavorare crescono le amicizie , i contatti , le informazioni e gli scambi avvicinando così i nostri stili di vita e facendoci sentire una grande famiglia che a far da madre è la Terra , la Pachamama.

Si l'Ortolo non ha niente a che vedere con gli orti comunali perché oltre ad essere biologico e sinergico è gestito ed organizzato da tutti i partecipanti presentandosi come un' unico grande OrtoGiardino !!!

Ho letto l'articolo con grande piacere e ringrazio di cuore il simpatico ed efficiente staff di UnCastellanoMiDisse.
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